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La seconda
parte del libro analizza invece quegli aspetti che sono
più strettamente legati alla controparte fisica e
pratica del combattimento: lo sviluppo di quelle
caratteristiche fisiche che ogni atleta migliora con la
pratica e l’allenamento (come ad esempio la forza, la
velocità, la potenza, la resistenza, il ritmo e
tempismo, la precisione ed il senso del corpo) e quei
concetti che, strettamente legati alla fisicità del
corpo umano, possono essere comuni ad ogni stile di
lotta sia occidentale che orientale, come ad esempio: la
posizione di guardia, i tempi, le distanze, le linee
d’entrata , l’economia di movimento, la tecnica e la
tattica.
Le arti marziali rappresentano sostanzialmente una via
per ritrovare sé stessi: superando ogni dettaglio che i
diversi stili di lotta propongono e giungendo così ad
un’impostazione di base, l’Io, libero da ogni
preconcetto e forma mentale acquisita, è in grado di
esprimere la vera essenza del movimento nella totale
fusione di mente e corpo.
Davide
Ramponi
La prima
parte del libro si dedica maggiormente all’aspetto
psicologico dello scontro, evidenziando concetti e
situazioni che proprio per la loro natura possono avere
risultati determinanti ed immediati nell’incontro, ad
esempio il controllo delle proprie emozioni, il tipo di
reazione istintiva che il cervello ha di fronte a
determinati stimoli (nel caso di finte o mezzi colpi, o
colpi particolarmente violenti). Semplicemente vengono
individuate situazioni tipiche che, essendo comuni ad
ogni tipo di scontro fisico, sono spesso utilizzate nel
combattimento psicologico, che come si sa è la base
stessa della lotta.

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