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Da quanto ho potuto apprendere nel mio
percorso marziale, attraverso la fondazione di più Scuole
d’Armi, oggi sono indotto a pensare che il metodo didattico
più proficuo, risieda nella comprensione della diversità tra
la coniugazione latina
ERUDIAR
(che io sia istruito) e
ERUDIETUR
(sarà istruito). |
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Sono convinto che l’Allievo
debba aspirare con volontà imperativa alla conoscenza,
mentre all’Istruttore marziale spetta il convincimento
assoluto che questo è quanto s’avvererà.
Qualora l’Allievo applichi il
giusto atteggiamento mentale nel duello, è indiscutibile che
egli inizi a combattere ancor prima di scontrarsi
fisicamente. L’Allievo d’Armi potrà percepire l’energia del
suo avversario attraverso la tensione corporea e sarà in
grado di capirne la determinazione emanata, osservandone sia
la postura sia l’equilibrio. |
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Durante gli attimi che precedono
uno scontro la capacità d’intuire le caratteristiche, in
termini sia di valore sia di demerito, dell’avversario è
fondamentale. Tutto di voi comunicherà al vostro antagonista
chi siete: i vostri occhi diverranno la vostra voce, il
vostro corpo diverrà il suo limite, l’equilibrio il vostro
grado d'apprendimento marziale, la vostra aurea diverrà il
suo confine e i gesti indicheranno la Scuola D’Armi da cui
derivate. |
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